
UNA VITA CHE DIVENTA ESEMPIO
Dalla missione alla santificazione
La testimonianza di fede e dedizione di San Giustino de Jacobis trovò piena espressione nella sua intensa attività missionaria, vissuta con spirito di dialogo, rispetto e profondo amore per i popoli incontrati. Il suo impegno, portato avanti fino al sacrificio personale, lo rese una figura di riferimento non solo per la Chiesa ma anche per le comunità locali. Il riconoscimento ufficiale di questa straordinaria esperienza di vita arrivò nel 1975, quando San Giustino de Jacobis fu proclamato santo da Papa Paolo VI, entrando così nella memoria universale della Chiesa come esempio di fede vissuta nella concretezza della storia e nel servizio agli altri.

51
51 anni dalla sua canonizzazione
DALLE ORIGINI ALLA VOCAZIONE
San Giustino de Jacobis: nascita e formazione
San Giustino de Jacobis nacque nel 1800 a San Fele, piccolo borgo lucano in cui trascorse l’infanzia e i primi anni della sua formazione. Cresciuto in un contesto semplice ma ricco di valori umani e spirituali, fu profondamente segnato dalla fede popolare, dalla vita comunitaria e dal rapporto con il territorio. Ancora giovanissimo si trasferì a Napoli, dove intraprese il suo percorso di studi e maturò la vocazione religiosa entrando nella Congregazione della Missione (Padri Vincenziani). La città partenopea rappresentò per Giustino un luogo di crescita culturale e spirituale decisivo: qui approfondì gli studi teologici, si distinse per zelo apostolico e sensibilità verso i più poveri, e assimilò il carisma vincenziano fondato sull’evangelizzazione e sul servizio. Ordinato sacerdote, iniziò il ministero missionario con grande dedizione, mostrando fin da subito uno stile pastorale improntato alla mitezza, al dialogo e alla vicinanza alle persone. Spinto da un profondo desiderio di annunciare il Vangelo oltre i confini dell’Europa, accettò la missione in Etiopia, dove operò in condizioni difficili, segnate da differenze culturali, linguistiche e religiose. Qui seppe farsi ponte tra mondi diversi, promuovendo il rispetto delle tradizioni locali e lavorando instancabilmente per l’unità della Chiesa. La sua testimonianza di fede, umiltà e amore per gli ultimi lo rese una figura di riferimento non solo per i cristiani, ma anche per le popolazioni locali, fino alla morte avvenuta in terra africana nel 1860.

PROTETTORE DEI LUCANI NEL MONDO
Un riconoscimento che unisce le comunità lucane
San Giustino de Jacobis, missionario lucano nato a San Fele, è stato ufficialmente elevato a Protettore dei Lucani nel mondo, diventando una figura di riferimento spirituale e identitario per le comunità lucane emigrate e per i loro discendenti. Un riconoscimento che valorizza una vita segnata dal viaggio, dall’incontro tra culture e da un legame mai interrotto con la terra d’origine. L’elevazione è stata promossa dalle associazioni dei lucani all’estero, con un ruolo centrale della Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera, ed è stata accolta dalla Conferenza Episcopale di Basilicata, con il sostegno della Commissione Missionaria Regionale. Determinante anche il contributo di Monsignor Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, e di Giuseppe Ticchio, presidente dei Lucani in Svizzera. Questo riconoscimento rappresenta oggi un forte simbolo di unità, memoria e appartenenza, capace di unire i lucani nel mondo attorno a una figura che incarna i valori della fede, del dialogo e dell’identità condivisa.
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